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La Città risulta già nel 1170 possedere una cinta fortificata attorno all’isolato di S. Pietro e all’attuale piazza Santa Rosa.
Nell’epoca dei liberi Comuni, grazie alla posizione geografica che la vede protetta ad ovest e ad est dai fiumi Maira e Mellea, Savigliano accentuò la sua caratteristica di centro fortificato e si pose a contrasto delle mire espansionistiche di importanti centri come Fossano, Cherasco, Alba e, specialmente, del vicino Marchesato di Saluzzo.

Sul fronte interno attorno alla piazza foranea sorsero circa trenta case-torri con funzione sia di residenza che di difesa, mentre la cinta di protezione del "Borgo Presidio" venne definita con un perimetro che risulterà invariato sino al XVII secolo.
Nel 1364 si iniziò la costruzione di una seconda cerchia di fortificazioni e nel 1386 si elevarono mura anche a difesa del popoloso quartiere di S. Giovanni.
La Città all’inizio del XVI secolo divenne, per mano principalmente dei francesi di Luigi XII prima e di Francesco I ed Enrico II poi sotto la direzione del Rangone e del Termes, una importantissima piazzaforte militare di pianura posta nel sud del Piemonte.
Nel 1536 i francesi atterrarono parte dei borghi e tra il 1542 ed il 1546 costruirono quattro grandi bastioni secondo la tecnica dell'arte fortificatoria propria dell’epoca.
Nel 1548 una supplica popolare evitò lo spianamento di ulteriori 1700 case dei sobborghi.
Nel 1560 Emanuele Filiberto di Savoia entrò in possesso della città ed affidò i lavori di fortificazione al grande urbinate Francesco Paciotto, cosicché Savigliano fu la prima città ad essere fortificata "alla moderna", seguendo cioè le indicazioni dell’architettura militare propria dell’epoca, attenta alle innovazioni introdotte con l’uso delle armi da fuoco.
Passata nel 1562 ai francesi, dal 1574 Savigliano fu definitivamente ceduta ad Emanuele Filiberto che affidò i lavori di ricostruzione inizialmente a Guido Piovena e, successivamente, a Ferrante Vitelli e Francesco Lovera.

A fine secolo XVI si costruirono tre ulteriori bastioni difensivi. Tra il 1599 e il 1606 l’architetto ed ingegnere Ercole Negri di Sanfront al servizio del Duca Carlo Emanuele I, intervenne ad operare importanti lavori di riassetto. Ulteriori rafforzamenti si eseguirono nel 1630-31. Nel 1641, sotto la reggenza di Carlo Emanuele II, si estese il fronte difensivo a bastioni al borgo di San Giovanni, contemporaneamente si atterrarono centinaia di case.
Con il ‘700 si apre per Savigliano un periodo di rinnovato benessere politico ed economico: le mura sono smantellate a partire dai primissimi decenni del secolo e le aree delle fortificazioni sono vendute ai privati.
La Città ospiterà importanti alloggiamenti militari specialmente nei suoi conventi dismessi e sino a pochi anni or sono come la Caserma Trossarelli e l’Ospedale Militare, eredi di una tradizione centenaria.

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I testi e le immagini sono pubblicati per gentile concessione del Comune di Savigliano www.comune.savigliano.cn.it

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